La mia arte in blu
Lorenzo Viscidi "Bluer"
venerdì 27 giugno 2025, ore 18.00
M9 – Museo del ’900
Auditorium Cesare de Michelis
Bluer, al secolo Lorenzo Viscidi, è nato a Venezia e vive e opera prevalentemente tra Padova e Recanati. Pittore con colori a olio, acrilici e inchiostri su tela, nonché scultore con originalissime opere in plexiglas, ceramica, vetro di Murano, ha in oltre 30 anni di ricerca artistica usato svariate tecniche e materiali sempre nel tentativo di esprimere la dimensione Spirituale e misteriosa insita in ogni essere umano. A partire dai primi anni 90 inizia l'attività di pittore con una passione particolare per il colore blu (Bluer - facitore di blu) prima con colori a olio, poi acrìlici, infine con inchiostri, pigmenti puri e resine.
Le materie con le quali si esprime oltre che con tecniche tradizionali vengono disposte su tavole, plexiglas e ceramiche anche con l'uso di acqua, getti d'aria e di calore oltre che direttamente con le mani in un corpo a corpo che rende ogni opera unica e irripetibile. Ha esposto a partire dal 1992 le proprie opere in oltre duecento mostre personali in tutto il territorio nazionale e partecipato a mostre ed eventi artistici in oltre venti nazioni di tutto il mondo. Vincitore della Biennale della Saccisica come pittore e della prima edizione della Biennale di Asolo come scultore. Presente a EXPO Milano 2015 e a vari eventi collaterali della 52ma e della 54ma Biennale di Venezia Arte, nonché della 12ma, 17ma e 18ma Biennale di Venezia Architettura. Nell'ultimo decennio ha intensificato la ricerca artistica anche nella ceramica con diverse tecniche. Numerosi anche i cataloghi pubblicati sulla sua opera.
La ricerca di Bluer sposta continuamente verso l'alto l'orizzonte delle sue proiezioni emotive, prima ancora che sensoriali, e vola a velocità variabile in un universo dove luce, forza e colore giocano di volta in volta il ruolo di magiche combinazioni nella dinamica del quadro. Il discorso vale per la pittura ma anche per l'installazione e la scultura, dove un brano di realtà conosciuta o frammento di illusorietà cosmica si raddensa in una concrezione nata dall'idea della trasparenza e dall'impalpabilità, osserva Santese.